venerdì 2 marzo 2012

Suber Quercus, epidermide


Agli albori della scienza microscopica Roberto Hooke, poliedrico uomo di scienze inglese, mise a punto un suo strumento di osservazione. Si pose quindi il problema di cosa si potesse effettivamente osservare con un microscopio. La più grande difficoltà è appunto quella di ottenere uno strato sufficientemente sottile da permettere il passaggio della luce, senza però intaccare la struttura del tessuto. Nel XVIII secolo Hooke ebbe l'intuizione di utilizzare il sughero, tessuto vegetale di consistenza rigida che permette di ricavare sottili scaglie. Quando Hooke analizzò quindi il suo sughero individuò la tipica organizzazione del tessuto epiteliale, che gli ricordarono le celle dei monaci, e per questo vennero chiamate cellulae, piccole celle.
Ora, prendendo un comune tappo di sughero, oppure, ove possibile, un pannello di sughero, sarà semplice con la lama di un rasoio o di un taglierino ottenere delle piccole scaglie cuneiformi. Si proceda poi a poggiare una scaglia per volta sul vetrino. Si metterà poi una goccia d'acqua a breve distanza dal frammento e poi si coprirà tutto con il vetrino copri oggetto.
Sottoponendo il vetrino all'esame microscopico si avrà l'accortezza di osservare i punti in cui la scaglia avrà minore spessore, in modo da cogliere al meglio la struttura a cellette del sughero.
Il sughero fa parte dell'epitelio di alcune piante, è quindi un tessuto morto, quindi quello che osserviamo è il regolare e ordinato disporsi delle pareti cellulari di quelle che furono cellule vegetali. Per la struttura a celle vuote il sughero galleggia, ma soprattuto è un ottimo materiale fonoassorbente

sabato 11 febbraio 2012

Cenni e Dotazioni Preliminari

Senza altri preamboli, cominciamo a descrivere cosa è necessario all'osservazione microscopica.
Ovviamente cominciamo con il principe, ma solo nell'accezione latina, della microscopia: il microscopio.
Si tratta di uno strumento piuttosto semplice, la cui qualità si basa soprattutto su quella delle lenti. Ora i lettori si troveranno in due condizioni, o non posseggono affatto questo strumento, o lo posseggono già.
Se non lo hanno questo non deve scoraggiare perché con spese inferiori ai 100€ si possono acquistare piccoli microscopi nei negozi di ottica particolarmente forniti. Questi strumenti ovviamente non hanno un'esagerato numero di ingrandimenti, tuttavia sono sufficienti ad intuire la presenza di cloroplasti in piccole cellule vegetali, un risultato più che sufficiente.
Se invece possedete già uno strumento valutate attentamente l'anno di fabbricazione. Esistono microscopi ben più vecchi della Repubblica che sono ancora perfettamente funzionanti, e questo è il caso dell'Autore, anche se spesso le lenti presentano piccole imperfezioni dovute alla crescita di muffe nei collanti naturali usati all'epoca.
Il microscopio si compone di una parte fissa solitamente piuttosto pesante, altrimenti detta "base" da cui si alza lo strumento vero e proprio. Sarà presente quindi un piano forato su cui poggiare il vetrino, provvisto di clip per tenerlo in posizione, e, in corrispondenza del foro, il revolver con i diversi obbiettivi da cui l'immagine giunge fino all'oculare. I microscopi più moderni hanno nella base la fonte luminosa, l'illuminatore, i più vetusti posseggono ancora lo specchio, sarà quindi necessaria una finestra esposta a sud (la luce solare è ovviamente la migliore) o un'illuminatore qualsiasi. I modelli più sofisticati possiedono, fra l'illuminatore e il piano regolabile un sistema di lenti, detto condensatore che regola la concentrazione e la quantità dei fasci luminosi diretti verso il vetrino. Il piano regolabile può spostarsi verso l'alto o verso grazie ad un sistema di manopole, lo stesso dicasi del vetrino, che può essere spostato destra-sinistra, avanti-indietro per permetterne l'osservazione completa, mentre i modelli più economici prevedono lo spostamento manuale del vetrino, fatto che non influisce affatto in quanto con l'abitudine il microscopista sarà in grado di fare spostamenti precisissimi.
Altri strumenti o materiali indispensabili sono i vetrini porta-oggetto e i vetrini copri-oggetto, piccoli strumenti come pinze, aghi, lame di rasoio e forbicine, che possono essere facilmente reperite in qualsiasi set da manicure e infine una macchina fotografica munita di cavalletto.
In quanto a sostanze la più utilizzata è sicuramente il blu di metilene che può essere ancora reperito in qualche farmacia, anche se ultimamente è sempre più raro avere l'occasione di acquistarlo

Del Perchè

Sul perché abbiamo deciso di rendere partecipi molti delle nostre esperienze c'è poco da ragionare. Per un motivo che può sembrare banale, vale a dire mettere ordine fra tutte le occasioni di osservazione, ma soprattutto per spingere i nostri 22 lettori a vincere eventuali remore che si erigono fra loro e un vasto mondo che è spunto per svariate riflessioni. Ora se da una parte siamo quasi sicuri di rivolgerci ad un pubblico decisamente ristretto, speriamo pure che chi non dispone dei mezzi necessari e sufficienti alla sperimentazione in prima persona possa, facendo un atto di fede, incuriosirsi alla materia.

Abbandonando per poco l'eccessiva modestia che ci caratterizza, speriamo di instillare nel lettore quella curiosità di cui l'Umanità ha sempre più bisogno.